17
MAR
2017

Simnova, il futuro della medicina è qui

Lo sapevate che proprio a Novara c’è un centro per la simulazione della medicina di emergenza? Si chiama Simnova e mercoledì 8 marzo le classi terze hanno visitato questo reparto dell’Università di Medicina del Piemonte Orientale, diretto dal professor Ingrassia, che si occupa della gestione e simulazione delle grandi emergenze.

Lo scopo della visita era principalmente quello di svolgere delle attività di B.L.S. (Basic Life Support); ovvero  di fare un minicorso sul primo occorso necessario in casi d’emergenza. Altrettanto importante è stata l’analisi delle tecnologie dei simulatori, che dovrebbero garantire la sicurezza dei pazienti, che non sono più utilizzati come ‘cavie umane’ e incontrano professionisti preparati a gestire qualsiasi tipo di imprevisto. Il rapporto tra sanità e tecnologia permette, infatti, di ‘addestrare’ il professionista sanitario a <<saper fare>>  e a non basare i suoi studi solo sulla teoria.

In relazione al B.L.S. e alla tecnologia dei simulatori (per la quale l’università di Novara è davvero all’avanguardia) gli studenti hanno svolto alcune attività formative. Come prima cosa è stato introdotto ai ragazzi l’argomento trattato, spiegando il significato di alcune sigle e facendo comprendere loro l’importanza di diffondere la tecnologia dei simulatori in tutti i centri di studio, per garantire una migliore preparazione agli specializzandi.

In seguito sono state approfondite le manovre pratiche: le classi sono state guidate nelle diverse sezioni dell’università e sono state mostrate loro alcune tecniche di primo soccorso, che poi hanno dovuto eseguire affiancati da un esperto. Tra le attività svolte, i ragazzi hanno dovuto rianimare dei ‘modellini’ umani, ‘sezionare’ un ‘cadavere virtuale’ e assistere a un (finto) parto.

Un altro scopo di quest’attività era quello di insegnare ai ragazzi a mantenere il più possibile la calma in casi d’emergenza; cosa ovviamente molto importante per svolgere al meglio le manovre B.L.S..

E’ stato un momento di formazione importante perché più i ragazzi imparano a familiarizzare con alcune situazioni spiacevoli (o, più in generale, con il mondo della sanità) più saranno pronti ad intervenire in caso d’emergenza, evitando il panico.